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IL PILASTRO E IL SUPPORTO DELLA CASA E DELLA FAMIGLIA

Posted by Francesco Gregori on 10 Aprile 2026
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Da quasi vent’anni Santo Stefano Immobiliare è fra le agenzie più richieste a Bologna, anche per l’ampia gamma di servizi che offre nella gestione degli immobili. Il vostro team scommette molto sui giovani che si accostano al settore e da alcuni anni organizza i Recruting Day di Santo Stefano per rilanciare la formazione professionale. Quali sono le questioni che intervengono in questi appuntamenti?

I nostri Recruting Day sono giornate di incontro in cui ciascun giovane che cerca lavoro può trovare interlocutori rispetto al proprio progetto  nell’ambito immobiliare. Ne parlavo qualche giorno fa con la nostra dirigente delle risorse umane, Sandra Scalera. Cosa spinge a cercare un  nuovo lavoro? Forse questa esigenza interviene perché l’attività svolta fino a quel momento non è più soddisfacente. Quindi occorre mettersi in gioco, intraprendendo un’altra strada che permetta di realizzare il futuro ipotizzato. Pertanto, quando il candidato arriva da noi per il primo  colloquio, questo incontro è già parte del suo futuro. E occorre rilanciarlo, il futuro, per questo dico spesso: “Per fare qualcosa di straordinario – di non ordinario – devi essere disposto a fare qualcosa che sia straordinario”. Cioè, se tu continui a fare le cose che hai fatto fino ad ora per arrivare dove sei, ben che vada non farai un passo in più. In questa fase, noi stiamo investendo molto per portare in Santo Stefano Immobiliare nuovi collaboratori da integrare nell’attività che svolgono i nostri professionisti e, quindi, stiamo cercando agenti immobiliari che abbiano voglia di raggiungere una buona riuscita personale e professionale.

La questione donna è il tema che proponiamo in questo numero della rivista. Quanto è importante per lei avere fra i suoi interlocutori, in famiglia e al lavoro, delle donne?

La farò sorridere nel fare una digressione. Mia sorella Camilla è un’artista molto brava nella manifattura di ceramiche personalizzate. Quando discutiamo, perché m’invita a fare più cose simultaneamente e io sembro annaspare, lei dice giocosamente: “Eh… è perché ti manca la gambina dei cromosomi femminili XX. Tu hai quelli maschili XY, no?!”.

Io sono cresciuto in una famiglia tradizionale, ma molte delle famiglie che ho potuto frequentare sono matriarcali. A partire dalla famiglia storica di mia madre, dove il boss era Alda Fantini, la mia nonna materna, titolare del famoso negozio di abbigliamento Fantini di Viale Ceccarini, a Riccione. Purtroppo non ho potuto incontrarla, ma mi sono giunti alcuni echi da parte del nonno, Marino Belluzzi, che è stato una persona di grande carisma e sempre pronto al dialogo con tutti. Alda Fantini, invece, era molto discreta, ma è sempre stata il pilastro della famiglia. Lei li vede i pilastri? No, non li vede, ma sono dentro ai muri. Non voglio fare della retorica femminista, ma sono convinto che la  donna, con i suoi famosi cromosomi XX, sia il pilastro e il vero supporto della casa e della famiglia.

In che modo, per esempio, è differente l’approccio delle donne nelle questioni che intervengono man mano?

Penso soprattutto al loro modo di vivere la quotidianità, nelle piccole cose. Una stanza vissuta da un uomo è molto diversa da quella in cui lavora una donna, per esempio. Basta guardare le scrivanie: quelle delle nostre collaboratrici hanno un arredo tipicamente artistico, con piccoli oggetti che descrivono un mondo a parte. Sarà che a noi manca quella gambina! Inoltre, le donne hanno l’esigenza di parlare di più. Nei supermercati, per esempio, le donne sono sempre protese a chiedere informazioni, mentre agli uomini basta leggere le indicazioni che conducono al reparto di loro interesse. Ma, in generale, le donne tendono a portare al lavoro i problemi personali mentre all’uomo non interessa parlare di quel che accade in casa. In questi momenti bisogna capire che portare le proprie questioni personali nell’ambito lavorativo  rischia di avere effetti spiacevoli. La faccio sorridere ulteriormente: la donna porta al lavoro i problemi di casa, l’uomo porta a casa i problemi  del lavoro. Alcuni miei amici mi raccontano che la prima cosa di cui parlano appena entrano in casa riguarda il problema intervenuto nel lavoro. Negli uffici è invece più facile sentire donne che si lamentano dei problemi che hanno in casa, come il classico: “Mio figlio non ha dormito tutta la notte!”. È una rappresentazione un po’ teatrale di ciò che avviene, però è assolutamente la realtà.

N. 113 – Apr. 2025

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